Aldilà del facile e stravagante ossimoro del titolo, questa volta la protesta dei disoccupati ha fatto stupire coloro che osservavano il portone del Gesù Nuovo chiuso dalla rabbia dei senza lavoro. La polizia per poter entrare in azione ha dovuto accedere all'interno della chiesa dal vicino istituto "Ugo Foscolo". Insomma questa volta anche lo Spirito Santo ha dovuto fare i conti con i "morti di fame". Sembra peraltro che la cosa non sia piaciuta ai ministri del culto, infatti alcuni testimoni giurano che uno dei reverendi padri sia intervenuto a suon di ceffoni, e, che abbia detto: "Uscite fuori!... Questa è casa nostra!". Si deve fare attenzione a certe affermazioni e controllarne la veridicità; resta però l'assalto ad una delle più famose e imponenti strutture ecclesiastiche della città, che all'origine ebbe un'altra funzione. Storie secoli e culture sonnecchiano nella moderna, anche se centenaria, dimora: bisognerebbe stare attenti perciò a dove si manifesta. Ma non si può nemmeno negare il diritto a chi si arrangia tutti i giorni di tentare d'assicurarsi un futuro migliore e più sicuro.