Troise: "Napoli, prendi Bocchetti. A Bologna un colpo Champions".
Intervista esclusiva della redazione di TuttoNapoli.net al doppio ex di turno Emanuele Troise. Prodotto del vivaio partenopeo, lo stopper originario di Volla vanta 78 presenze e un gol con la maglia azzurra.
Dai campetti del Bolivar al tempio partenopeo del San Paolo. La favola di Emanuele Troise.
“La mia avventura calcistica è iniziata con i Salesiani del Don Bosco a Doganella ed è proseguita con il Vomero di Varriale. Successivamente fui notato da Mr Sandro Abbondanza che mi fece approdare tra i giovanissimi regionali del Napoli. Da lì è inizata tutta la mia trafila nel settore giovanile del club fino a quando, da giocatore della Primavera, iniziai a ricevere le prime convocazioni da Renzo Ulivieri che, all’epoca, aveva proprio Mazzarri come secondo”.
Il dedutto, la promozione in serie A. La traversa col Milan, il gol alla Reggina.
“Nel 1999-2000 è stato Walter Novellino a farmi esordire in Coppa Italia contro il Bari e poi in campionato, al San Paolo, contro la Sampdoria (Novembre 1999, 1-0 gol di Schwoch, ndr). Ricordo che avevo accumulato una tale tensione che mi procurò addirittura i crampi. All’inizio non mi rendevo conto del sogno che stavo vivendo e posso dire di aver realizzato il tutto a distanza di anni. Col passare del tempo acquistai maggiore serenità e ricordo ancora la prima di campionato in A contro la Juventus nella quale entrai a partita in corsa. Il risultato non fu positivo (1-2, ndr), ma in noi c’era grande entusiasmo per il ritorno in massima serie. Alla Reggina, invece, rifilammo un rotondo 6 – 2, in panchina c’era Mondonico, ma quell’anno fu sfortunato, anche a causa dell’enorme caos societario, e alla fine, purtroppo, ci fu la retrocessione”.
La parentesi Bologna.
“Dopo le stagioni al Napoli fui richiesto espressamente da Guidolin che, giocando con una difesa a tre, mi voleva come centrale. Iniziammo molto bene il campionato ed io partii di slancio con una voglia matta di mettermi in gioco. Successivamente il tecnico entrò in polemica con società e tifosi e si riacutizzarono i dissapori nati quando, l’anno prima, sostituì Beppe Signori. Il tutto culminò con la fine della sua esperienza a Bologna. Arrivò Mazzone con metodologie di lavoro completamente diverse. Riuscii a totalizzare comunque 11-12 presenze, ma davanti a me c’erano difensori come Gamberini, Zaccardo, Natali, Moretti… Tutti nel giro della nazionale insomma… Il nostro obiettivo era salvarci e noi ci riuscimmo con ampio anticipo al termine di una gara all’olimpico contro la Roma”.
Mazzarri riesce a tirar fuori il meglio da ogni calciatore. Il tuo pensiero sul tecnico livornese e se, secondo te, con un tecnico così la tua carriera poteva avere sviluppi diversi.
“Mazzarri, come ho detto prima, era il secondo di Uliveri e si evince chiaramente che alcuni insegnamenti e concetti gli sono rimasti. Già all’epoca si vedeva la sua idea di gioco con una linea difensiva a tre. Lui si occupava della fase di non possesso ed era molto pignolo. Il mister del Napoli ha fatto tanta gavetta e dovunque ha lavorato ha lasciato un buon ricordo di sé per gli ottimi risultati raggiunti. Sono i successi e i numeri a parlare per lui. Non so se la mia carriera avrebbe potuto prendere una piega differente, ma sicuramente da un tecnico come lui avrei potuto imparare davvero tanto”.
“Parlo da tifoso e dico che gli azzurri sono nettamente favoriti. Il Napoli nelle ultime uscite stagionali ha raccolto meno di quanto ha seminato. Si tratta di una gara tra due squadre che vivono un ottimo stato di forma e presumibilmente, visto che entrambe adottano molto le ripartenze, difficilmente vedremo una partita a scena aperta. Conosco bene Mr Colomba, un allenatore attento alla fase difensiva. Sarà un match che verrà risolto dai colpi dei campioni. E credo che il Napoli ne abbia di più”.
Champions o Uefa quest'anno?
“Ribadisco, io sono un grande tifoso del Napoli ed è naturale che mi piacerebbe la qualificazione in Champions. A questo punto del campionato, classifica alla mano, è evidente che bisogna crederci. Da calciatore, invece, dico che ci vorrà grande impegno ed un pizzico di fortuna. Entrare in Europa dalla porta principale è un obiettivo alla portata, ma sarei soddisfatto anche di un approdo in Europa League… Che è poi l’obiettivo dichiarato della società”.
Qual è a tuo avviso il difensore che farebbe al caso del Napoli? “In giro ci sono giovani molto interessanti. I primi nomi che mi vengono in mente sono Ranocchia e i napoletani Bocchetti e Criscito. Io li prenderei tutti e tre, ma non so se De Laurentiis sia dello stesso avviso. Dovendo scegliere punterei su Bocchetti”.
Nella stagione della Serie A si ipotizzava addirittura la tua cessione alla Juventus. Voci infondate o cosa c’è di vero?
“C’è di vero tanto: la Juventus offrì soldi ed il prestito di un giocatore straniero, ma non ricordo chi… Corbelli voleva aspettare la fine della stagione per far crescere il prezzo del mio cartellino anche perché il Parma di Tanzi aveva fatto un’offerta importante per avermi. Sfumò tutto e la retrocessione fece il resto”.
Nazionale Under – 21 e importante contributo alla risalita del Napoli in A. Perchè la tua carriera ha avuto un percorso inaspettato rispetto alle premesse? Quanto è difficile per un napoletano vestire la casacca azzurra? Vedi Quagliarella, Cannavaro, Grava…
“Giocare a Napoli con continuità è difficile per qualsiasi calciatore. Per un napoletano le difficoltà si raddoppiano e per uno come Paolo Cannavaro che è anche capitano si triplicano. Stimo molto Paolo perché è un ragazzo dalla notevole corteccia morale. E’ sempre riuscito a reagire anche nei momenti di difficoltà facendo vedere il suo valore a tutti. Non è un caso se ultimamente si parla addirittura di nazionale per lui. Grava, poi, dopo un lungo periodo di inattività e di mancanza di stimoli, visto che era stato messo da parte, è veunto fuori alla grande, da vero professionista quale è, riprendendosi il posto che merita; gli faccio davvero tanti complimenti. Quagliarella, invece, è un campione e si ritroverà presto… Per quanto mi riguarda ritengo di aver bruciato le tappe troppo in fretta in un periodo storico buio per il Napoli. Gli anni delle retrocessioni e del fallimento non mi hanno agevolato perché probabilmente non avevo l’età giusta per vivere certe tensioni che in una città come Napoli si amplificano ancora di più”.
Da ex azzurrino, porteresti Balotelli ai Mondiali?
“Sotto il profilo strettamente calcistico, inteso come discorso tecnico e di spettacolo, è naturale che porterei sia lui che Cassano. Stiamo parlando di giocatori di spessore, di grande fantasia, in grado di risolvere le partite da soli con improvvisi colpi di genio. La gestione dello spogliatoio, invece, si nutre chiaramente di altre valutazioni ed io non posso entrare nel merito. Lippi farà le sue valutazioni; staremo a vedere”.
La rescissione con il Foggia: i motivi. Quali gli scenari prevedi per il tuo futuro?
“Ho 30 anni e voglio giocare a calcio ancora per tanti anni. Al Foggia sono arrivato perché mi ha voluto Fabio Pecchia che, però, dopo appena una settimana si è dimesso. Così ho deciso serenamente di non proseguire il rapporto con il club rossonero. Sono approdato nella società pugliese dopo aver rescisso con i greci del Panthrakikos : una risoluzione con buonuscita; il club ellenico aveva problemi economici e in prossimità c’era il mercato di gennaio. Lasciare la Grecia mi è dispiaciuto molto perché lì si vive il calcio con maggiore distensione. Mi piaceva molto rilassarmi sulla spiaggia con i miei compagni di squadra e mangiare Sulaki di pollo. Ad oggi non ho un procuratore, ma mi faccio aiutare dall’Avv. Fusco, mio amico. Spero di ripartire almeno dalla serie B o magari provare altre esperienze all’estero. Per ora mi alleno con il Frosinone di Moriero, che ringrazio per la disponibilità, come ringrazio gli amici del Sibilla Cuma che mi danno la possibilità di disputare qualche partita con loro per tenermi in allenamento”.